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| Furto di rendite o adeguamento necessario? L'aliquota di conversione sotto i riflettori |
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In vista del referendum il dibattito ruota intorno alla riduzione dell'aliquota minima di conversione dal 6,8% al 6,4% che entrerà in vigore a partire dal 2015. Le tesi a favore e quelle contro non potrebbero essere più diverse: infatti spaziano dal furto di rendite all'erosione delle casse pensione passando per la minaccia di instabilità per il 2° pilastro.
Il 7 marzo 2010 gli elettori svizzeri saranno chiamati a esprimersi sulla riduzione dell'aliquota di conversione relativa alla cassa pensione. Se verrà approvata un'ulteriore riduzione, questa modifica di legge riguarderà esclusivamente gli assicurati che andranno in pensione dal 2015. Il cambiamento non tocca le rendite di vecchiaia in corso poiché, una volta garantite, esse valgono per l'intera durata del prelievo.
L'aliquota di conversione è il fattore con il quale l'avere di vecchiaia accumulato fino alla pensione viene trasformato in una rendita di vecchiaia vitalizia annua. Se, ad esempio, durante l'attività lavorativa un assicurato versa una somma di CHF 400 000 nella cassa pensione, con l'aliquota di conversione attualmente in vigore del 7,0% riceve una rendita di vecchiaia vitalizia annua di CHF 28 000, mentre applicando l'aliquota ridotta al 6,4% la rendita di vecchiaia si ridurrebbe di CHF 2400 a CHF 25 600 annui.
Le casse pensione operano una distinzione tra regime obbligatorio e sovraobbligatorio. La Legge federale sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (LPP) stabilisce prestazioni minime per il regime obbligatorio che devono essere fornite da tutti gli istituti di previdenza. Tuttavia le casse pensione hanno la facoltà di offrire prestazioni previdenziali migliori di quelle previste per legge. Anche l'aliquota minima di conversione, stabilita dal Consiglio federale, vale esclusivamente per il regime obbligatorio. L'ammontare dell'aliquota di conversione dipende da un lato dall'aspettativa di vita del pensionato e dall'altro dalle aspettative di rendimento a lungo termine relative ai mercati dei capitali. Se uno di questi fattori cambia, l'adeguamento dell'aliquota di conversione diventa inevitabile.
Aumento dell'aspettativa di vita
In base ai dati dell'Ufficio federale di statistica, l'aspettativa di vita di chi nasce in Svizzera è in continua crescita ed è tra le più alte a livello mondiale. All'introduzione della LPP nel 1985, gli uomini di 65 anni vivevano in media altri 14,9 anni, le donne di 65 anni altri 19 anni. Nel 2008, le tavole di mortalità svizzere mostrano un quadro diverso: gli uomini di 65 anni vivono mediamente 3,8 anni in più rispetto al 1985, mentre le donne coetanee raggiungono già gli 87 anni. Al momento non sono previste inversioni di tendenza rispetto alla crescente aspettativa di vita.
| Anno |
Aspettativa di vita
di un 65enne
|
Aspettativa di vita
di una 65enne
|
| 1985 |
14,9 |
19 |
| 1990 |
15,3 |
19,4 |
| 1995 |
16,1 |
20,2 |
| 2000 |
17 |
20,7 |
| 2005 |
18,1 |
21,6 |
| 2008 |
18,7 |
22 |
Fonte: BSF, ESPOP, BEVNAT
Per le casse pensione questa evoluzione demografica comporta una durata più lunga per le rendite di vecchiaia rispetto al patrimonio disponibile. La conseguente perdita per pensionamenti – dovuta alla durata più lunga del prelievo e all'alta aliquota di conversione – è a carico della relativa cassa pensione e ne compromette la stabilità finanziaria nel lungo periodo. Per tale motivo è importante che venga tenuto conto di questo cambiamento delle condizioni quadro con adeguamenti.
I sostenitori del referendum (vedi infobox Referendum) sottolineano che le rendite di vecchiaia hanno già subito una riduzione con l'introduzione della LPP e che un'ulteriore diminuzione non sarebbe sostenibile. Le ripercussioni per gli assicurati colpiti sarebbero perdite finanziarie insostenibili. Se da un lato il già deciso taglio al 6,8% ridurrebbe le future rendite di vecchiaia, dall'altro il Consiglio federale ha abbassato il tasso d’interesse minimo da applicare al capitale di previdenza dal 4% al 2%. Questi argomenti sono sicuramente giustificati. Ciononostante, espressioni quali "furto delle rendite" o "impoverimento degli anziani" sono esagerate, dal momento che le casse pensione offrono ai loro assicurati servizi in gran parte migliori rispetto alle prestazioni minime previste dalla legge.
Aspettative di rendimento in calo
Il secondo fattore che influisce sull'ammontare dell'aliquota di conversione è l'aspettativa di rendimento a lungo termine che, rispetto all'aspettativa di vita, ha subito un netto calo negli ultimi anni. I sostenitori del referendum sostengono che una aspettativa di rendimento futuro del 4,5% è assolutamente realistica. Tuttavia, il grafico sottostante contraddice quest'affermazione.
L'aliquota di conversione attuale si basa su un tasso d’interesse tecnico del 4% circa. Tale tasso rappresenta un'ipotesi della percentuale con la quale può essere remunerato l'avere previsto per i pagamenti vitalizi delle rendite nella durata del prelievo (erosione del patrimonio). Il tasso d'interesse tecnico non corrisponde all'aspettativa di rendimento. Per arrivare a tale aspettativa bisogna aggiungere al tasso d'interesse tecnico gli accantonamenti per la crescente aspettativa di vita nonché le spese amministrative e di gestione patrimoniale. Ne risulta una rendita annua del 4,5%, ossia una percentuale che in passato non era stata in gran parte raggiunta dalle casse pensione. Il tasso degli investimenti a basso rischio – come l'obbligazione della Confederazione che funge da valore di riferimento nel 2° pilastro e ha una durata di 10 anni – è andato via via riducendosi dal picco massimo del 1992 e ha toccato il fondo nel 2005 con una quota annua inferiore al 2%. Il tasso d'interesse tecnico si attesta tuttora nettamente al di sopra del tasso per investimenti a basso rischio che a fine dicembre 2009 ammontava al 1,97%. Un tasso d'interesse tecnico troppo elevato e un rendimento obiettivo eccessivo non sono utili alle casse pensione, perché per raggiungerli si dovrebbero assumere rischi troppo elevati.
Rendimento medio dell'obbligazione della Confederazione con una durata di 10 anni
Fonte: Datastream, SNB
Garantire la stabilità finanziaria delle casse pensione
Non tenere conto a sufficienza dei cambiamenti delle condizioni quadro significherebbe rischiare che il 2° pilastro subisca una destabilizzazione nel lungo termine. Questo non è né nell'interesse dell'attuale generazione di pensionati né di quella futura. Un'aliquota di conversione adeguata del 6,4% divide l'avere risparmiato fino al pensionamento in modo tale che la durata del prelievo e l'aspettativa di vita coincidano, evitando così il versamento di rendite «scoperte» derivanti da un'aliquota di conversione irrealistica.
Infobox Referendum
In occasione della 1ª revisione della LPP, il Consiglio federale ha deciso di ridurre gradualmente entro il 2014 al 6,8% l'aliquota di conversione del 7,1% per gli uomini e del 7,2% per le donne in vigore dal 1985. A causa della crescente aspettativa di vita e della minore aspettativa di rendimento, l'Assemblea federale ha approvato un'ulteriore riduzione al 6,4% che entrerà in vigore nel 2015. Contrari a tale decisione, numerose associazioni e partiti hanno indetto un referendum. Nel 2010 il popolo voterà pro o contro un ulteriore adeguamento. |
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